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Quali consigli per la salute degli occhi del videoterminalista?

Risponde la Dottoressa Rosa D’Angelo, dirigente delle urgenze  oftalmologiche della medicina d’urgenza e pronto soccorso dell’ospedale Sant’andrea e dirigente medico universitario della II facoltà di medicina la Sapienza di Roma.

Quali sono le patologie che  incontra più frequentemente nel suo lavoro?
«Le patologie che spingono i pazienti a venire al pronto soccorso sono di tipo traumatologico o infettivo.»

Se gli occhi vengono in contatto con corpi estranei o sostanze irritanti cosa bisogna fare nell’immediato?
«Per le sostanze tossiche bisogna innanzitutto lavare l’occhio, preferibilmente con la soluzione fisiologica, ma se non c’è anche con dell’acqua, cercando il più possibile  di allontanare l’agente tossico. Questo può servire anche in presenza di un corpo estraneo, perché ci sono quelli più superficiali che con il lavaggio vengono via. Alcuni pazienti riescono anche a fare il rivolgimento della palpebra superiore  e a lavare sotto la palpebra perché ci sono corpi estranei che si insidiano e che in questo modo possono essere espulsi. In un secondo momento, comunque, bisogna  assolutamente recarsi al pronto soccorso per controllare cosa ha provocato l’agente tossico, per avere una diagnosi e una terapia adeguata».

Oggi passiamo molto tempo di fronte agli schermi (computer, televisione, videogiochi): questo può danneggiare i nostri occhi e come?
«C’è una patologia che è detta del “videoterminalista” e colpisce le persone che stanno molto tempo davanti al computer. Il cosiddetto “occhio secco” è una patologia che è stata rivalutata, perché l’80-90% dei pazienti ha un’alterazione del film lacrimale.
Quando siamo davanti a uno schermo qualunque, non solo a causa della luce che emana ma principalmente perché non ammicchiamo, non chiudiamo gli occhi con la stessa frequenza con la quale li chiudiamo in maniera naturale, la cornea si secca e quindi si può avere una cheratite da esposizione. La cheratite sono delle piccole lesioni e allora abbiamo rossore e la sensazione di avere come della sabbia negli occhi.»

Questo vale anche per i bambini? Quindi quanto tempo possono  passare davanti agli schermi?
«Alcuni bambini guardano la televisione, o i computer o i videogiochi ad una distanza molto ravvicinata. Questo in molti casi non è dovuto a problemi di vista, ma a un atteggiamento, un vizio che il bambino ha. Nei bambini si può anche istaurare una specie di allergia alle radiazioni emesse dello schermo che si chiama “fotofobia”, un’allergia alla luce, per cui non possono rimanere molto tempo davanti agli schermi. Allora possono stare davanti alla televisione al massimo 45 minuti-un’ora, ma poi devono fare altre cose e comunque devono sempre stare a una certa distanza dallo schermo.»

Quali sono i consigli che può dare per mantenere i nostri occhi in buona salute?
«Fare i controlli. Oggi la medicina non è curativa, ma è preventiva. Innanzitutto i bambini da tre anni in su devono essere controllati per verificare che non abbiano difetti visivi, che poi  li porteranno a non sviluppare bene la vista. Questi problemi se diagnosticati e trattati in tempo evitano che insorgano problemi di vista.  Altro elemento importante di prevenzione è prendere precauzioni sul lavoro, per esempio usare la maschera per proteggersi dalle schegge. E non abusare degli schermi

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