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Quali sono le responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza sul lavoro?

La Quarta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione ha ribadito le responsabilità del datore di lavoro in relazione alla sicurezza sul lavoro per gli operai che lavorano per lui. Questo principio è stato sottolineato dalla recente sentenza n. 41584 che ha respinto le richieste di ricorso impugnate da un datore di lavoro e da un capo cantiere accusati di omicidio colposo a seguito del grave incidente in  cui un operaio ha perso la vita.

I giudici hanno riscontrato nelle loro indagini diverse anomalie:

•    la vittima si trovava a una distanza troppo breve dalla macchina in movimento;
•    la vittima si trovava in un cono d’ombra della visuale del conducente;
•    il segnalatore acustico di inserimento di retromarcia della macchina pazzatrice non funzionava, quindi la vittima non poteva essere preavvisata delle manovra in atto.

Tutti aspetti, questi, che lasciano intendere una mancanza di tutela della sicurezza da parte di chi di dovere e di mancato rispetto delle regole sulla sicurezza sul lavoro.

Il datore di lavoro ed il responsabile sono tenuti ad assicurarsi che i macchinari funzionino bene, che gli operai usino i dispositivi di protezione individuale e che, in generale, all’interno di cantieri e luoghi di lavoro siano rispettate le norme del Testo Unico sulla sicurezza.

Infortuni o incidenti avvenuti a seguito del mancato rispetto di tali norme sono considerati dalla legge come reati penali, nei casi più gravi di omicidio colposo, con tutte le dovute conseguenze per chi ha la responsabilità, cioè in questo caso specifico il datore di lavoro.