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Quali responsabilità per il preposto sul luogo di lavoro?

Secondo il D.lgs 81/08 il preposto è “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”. La sua figura è intermedia tra il direttore di lavoro e i dipendenti”.

Ma fino a dove arrivano le sue responsabilità?. Vediamo il caso di un lavoratore preposto ritenuto responsabile di un infortunio di una lavoratrice.

Estraiamo il caso da una recente sentenza della Cassazione, nominata Cassazione Penale, Sez. 4, 01 dicembre 2010, n. 42469 – Responsabilità di un preposto e mancata idonea regolazione dello schermo protettivo del trapano a colonna.

La sentenza è derivata dal tentativo di un lavoratore preposto di attribuire responsabilità al datore di lavoro riguardanti un infortunio sul lavoro di una donna sulla quale egli stesso stava vigilando.

Secondo quanto deciso dalla Cassazione è il preposto a essere risultato responsabile per aver “cagionato alla lavoratrice N. lesioni personali gravissime omettendo di attrezzare il trapano a colonna in modo idoneo ai fini della sicurezza in relazione al lavoro da svolgere, posizionando il riparo del trapano in zona di difesa in modo non corretto, in quanto non copriva il totale avanzamento dell’utensile a sfiorare il piano di lavoro e faceva sì che l’utensile agganciasse il guanto di protezione della mano destra della donna: guanto che, trascinato in rotazione determinava l’amputazione del secondo dito della mano dx”.  E ancora perchè : “le omissioni accertate sono da riportare alla posizione di garanzia che caratterizza la responsabilità del preposto entro i confini del corretto esercizio delle competenze tecniche, tutte proprie della sua qualifica e delle sue mansioni”.

Il dirigente preposto quindi primo responsabile sul posto e persona istituita al compito di vigilare e monitorare sulla sicurezza sul lavoro è l’unico responsabile. Il datore di lavoro che a lui ha delegato tale compito non è secondo la Cassazione allo stesso modo imputabile.

“La causalità della colpa è individuata, con esplicita motivazione sul punto, in un compito di regolazione/macchina che spetta, operazione per operazione, ad un operativo e non, certamente, al datore di lavoro. La sentenza accerta ancora e, motivatamente, che, laddove le omissioni fossero mancate, l’infortunio sarebbe stato certamente evitato”.