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La valutazione del rischio biologico

Per rischio biologico si intende il contatto con liquidi e sostanze organiche che in generale espone gli  addetti ad agenti virali e batterici  molto  pericolosi.
In particolare veicolo di tali agenti possono essere:

  • liquidi  organici umani (sangue e saliva) vettori di  molte patologie tra cui il virus HIV e l’epatite B;
  • le immondizie e le sostanze che vengono a contatto  con  animali quali topi, mosche, ecc.;
  • sostanze organiche come escrementi  di animali che possono essere direttamente portatori di patologie a rischio per l’uomo.
Occorre   poi   ricordare  che  la  sostanza  organica in decomposizione,  derivante da scarti può essere un altro fattore di rischio,  acuito dalle alte temperature delle stagioni più calde che favorisce le condizioni ambientali per la proliferazione di virus e batteri.
Quali sono i danni causati dagli agenti infettanti? Il rischio che corre chi  viene a contatto con i microrganismi patogeni è quello di infettarsi, ovvero di sviluppare la malattia trasmessa dall’agente patogeno con cui si viene in contatto, è inoltre indispensabile porre in essere i mezzi per confinare  i microrganismi più pericolosi nel laboratorio ove si manipolano adottando  le misure di contenimento più appropriate.
In quali situazioni ci si può infettare? Solitamente le situazioni più a rischio infezione sono: durante la manipolazione di colture di microrganismi, dal contatto con campioni biologici infetti e dal contatto con superfici ed oggetti contaminati mentre le vie abituali d’ingresso dell’agente infettante sono l’inalazione, per via ematica e attraverso le mucose, il rischio biologico è un aspetto della sicurezza del lavoro a cui sono esposti in modo particolare addetti agli esami microbiologici, lavoratori che manipolano campioni biologici in genere e addetti alle pulizie.